Come editoriale che si occupa di “Strategic Trends” familyandtrends ha detto la sua sull’Intelligenza artificiale un anno fa, da allora molte cose sono successe ma niente che non fosse previsto. La scorsa settimana il report di Citrini Research ha scatenato un mezzo terremoto descrivendo un ipotetico scenario di profonda crisi nel giugno del 2028 creato dalla disoccupazione di un gran numero di colletti bianchi sostituiti da “agenti Ai che non dormono, non si ammalano e non richiedono assicurazioni per la salute”.
Il report ha creato quella “scusa” che serviva ai mercati finanziari per vendere le sopravvalutate società di software che, a conferma dello scenario Citrini, stanno già annunciando grandi piani di licenziamento di scrittori di codice e questo è servito da megafono per ancora maggiori preoccupazioni generalizzate. The Economist è intervenuto affermando che “un report di ricerca divenuto virale ha sbagliato i calcoli economici” e dopo aver chiamato a supporto della sua tesi i massimi calibri dell’economia inglese come David Ricardo, Thomas Malthus e John Maynard Keynes ha concluso che se le aziende AI, avuto successo, non reinvestissero la cassa guadagnata si avrebbe deflazione, disoccupazione e diminuzione del GDP!
Proviamo a sintetizzare cosa sostiene il report per poi ritornare alle leggi dell’economia.
Primo. Citrini prevede un circolo vizioso in cui le capacità dell’AI migliorano, le aziende hanno bisogno di meno colletti bianchi, più colletti bianchi perdono il lavoro, i disoccupati spendono meno, i margini si comprimono, le imprese devono risparmiare e investono in maggiore AI e il circolo continua. Come già detto da familyandtrends, l’impatto dell’AI sul lavoro intellettuale sarà simile a quello della robotizzazione delle fabbriche sul lavoro manuale: più standardizzazione della qualità, minor spazio all’artigianato, più capitale e meno lavoro, lavoro più qualificato. Per chi come familyandtrends è abbastanza vecchio da averlo vissuto nell’Italia industriale degli anni ’80, non si tratta di niente di piacevole, allora si mise fine alla lotta di classe, si svuotarono e abbandonarono le “mega fabbriche” e venne coniato il termine “colletti blu” per identificare chi pagava il conto della robotizzazione. Questa evoluzione dell’economia non sarà semplice, non è un caso che sia proprio OpenAI nella sua infanzia più idealista ad aver finanziato il più grande esperimento di “basic income”, i.e. reddito di cittadinanza, per capire l’effetto di una disoccupazione repentina e lenta da riassorbire: i dati sono pubblici e la lettura è interessante. Resta il fatto che il sistema economico sociale in cui viviamo ha superato evoluzioni economiche simili a quella che ipotizza Citrini, anche perché nel suo circolo vizioso non approfondisce la parte degli investimenti. Il report prevede: “la notizia che l’intera capacità produttiva di turbine di GE Vernova fosse ormai esaurita fino al 2040”, e questo punto è illogico: in realtà o il prezzo delle turbine o il numero dei concorrenti di GE sarà aumentato, e chi vende turbine avrà maggior capitale investito e/o più lavoratori. Ci potrebbero essere più colletti blu impegnati nella produzione di turbine e meno colletti bianchi impegnati in attività amministrative nelle aziende di turbine e i primi potrebbero essere pagati di più (e se così fosse i paladini del reshoring e dei dazi sembrerebbero d’incanto più intelligenti); potrebbe, inoltre, succedere molto più in fretta che negli anni ’80 perché ad investire non saranno imprese manifatturiere con margini bassi e vincoli di debito ma supertech con margini alti e sedute su montagne di cassa: più in fretta però non vuol dire repentinamente.
Secondo: “Il SaaS non era morto. C’era ancora un’analisi costi-benefici da considerare per la gestione e il supporto di sviluppi in-house. Tuttavia, l’opzione di sviluppare internamente esisteva, e questo ha pesato sulle negoziazioni dei prezzi”. Il Saas, reso possibile da banda larga e server farm, ha permesso alle imprese software di concentrare l’attività di produzione in un posto e aggiornare in remoto a tutti i clienti il software, questo ha generato standard a prezzo basso e complessità di customizzazione, l’AI renderà la customizzazione a prezzo basso e in house. Anche in questo caso non succederà in modo repentino, ci vorrà tempo per cambiare le infrastrutture e portare all’interno le competenze necessarie; quanto? Meno del tempo che le imprese ci hanno messo ad abbandonare l’IBM AS400, ma non moltissimo meno.
Terzo: “Avevamo sovrastimato il valore delle relazioni umane. Si è scoperto che gran parte di ciò che le persone chiamavano relazioni non era altro che attrito con un volto amichevole”; il report prevede la fine del costo di attrito perché mentre un umano si abitua a comprare una cosa o si dimentica di disdire un abbonamento, l’agente AI “distillato” all’interno del telefono azzera ogni switching cost. Anche in questo caso niente che non sia già successo, e.g. agenzie di viaggio, noleggiatori di cd, broker azionari e anche in questo caso il processo non sarà repentino.
Il report passa poi a descrivere una crisi finanziaria sistemica che non è altro che la reazione del sistema finanziario ad una contrazione rapida di PIL; siccome però la contrazione non sarà di quella grandezza si tratta solo di una descrizione più fosca e molto meno probabile della crisi del 2008.

Per concludere l’errore di fondo di Citrini è non aver studiato Christensen; infatti, spiega male la teoria della “disruptive innovation” ed ignora la legge sulla conservazione dei profitti attrattivi. La teoria dice che nell’evoluzione della catena del valore le aziende dovrebbero controllare ogni attività, o combinazione di attività, che determini le prestazioni sulle dimensioni che aumentano di più la disponibilità a pagare del consumatore; quando per i consumatori funzionalità e affidabilità sono importanti, le aziende hanno bisogno di soluzioni proprietarie e integrate per cercare di raggiungere un livello sufficientemente buono; quando la funzionalità e l’affidabilità dei prodotti superano le esigenze dei consumatori, allora convenienza e personalizzazione diventano gli aspetti che non sono più sufficientemente buoni.
Quello che succederà è che alcuni lavori diventeranno sufficientemente buoni, e.g. pagare senza una commissione del 2%, scrivere una lettera di recupero crediti, sviluppare internamente un software prima acquistato saas, e alcuni attori dell’arena competitiva offriranno convenienza mentre altri troveranno nuovi modi di personalizzare l’offerta e aumentare la disponibilità a pagare, e.g. registrare immediatamente un pagamento nella contabilità, stimare la probabilità di recupero di un credito, pensare soluzioni nuove per le applicazioni aziendali.
Come succederà questa evoluzione della catena del valore? Come è sempre successo: con imprenditori coraggiosi che cavalcano la distruzione creatrice, sperimentando, fallendo e riprovando.