Negli ultimi vent’anni l’accademia ha fatto passi da gigante nel trovare ed applicare modi per assicurare un azionariato solido alle imprese familiari mentre ancora non ottiene sempre buoni risultati nell’assicurare la continuità dell’impresa. Certo, in parte perché assicurare l’adattamento di un’impresa all’evoluzione del contesto competitivo è difficile, ma il motivo principale resta il fallimento nel convincere gli imprenditori della bontà delle soluzioni e degli investimenti necessari.

familyandtrends ha deciso di provarci ancora prendendo, questa volta, un esempio talmente magnifico da piegare lo scetticismo del più diffidenti degli imprenditori. Si tratta di un’impresa che è stata portata dal suo fondatore ad avere 108 miliardi di fatturato, 34 di utile con più di sessantamila dipendenti: l’impresa è la Apple e non si può dire che Steve Jobs non sia stato bravo nel suo percorso imprenditoriale, anche perché è stato tenuto lontano 12 anni dall’azienda ed è dovuto tornare perché era messa parecchio male. La Apple non è un’impresa familiare: Jobs ne possedeva lo 0,021% avendone venduta buona parte quando venne cacciato da giovane ed essendo diventato ricco vendendo la Pixar a Disney. Qui ci focalizziamo solo su come un imprenditore debba lavorare sulla continuità dell’impresa e non sulla governance.

Jobs ha impostato il suo passaggio generazione con un certo successo: oggi la sua azienda fa più profitti di quanto fatturava il giorno in cui lui la lasciò; nel 24 il fatturato è stato 394,3 (x 3,6), l’EBIT di 123,2 (anche qui x3,6) ed i dipendenti sono 164 mila (x3).

Come è stato possibile? Ci saranno voluti stuoli di notai, avvocati, commercialisti, consulenti strategici, esperti di tecnologia? Ebbene no: è bastato un professore, uno molto bravo.

Jobs assunse personalmente, nel 2008 Joel Podolny per interiorizzare in Apple il pensiero del suo fondatore visionario al fine di essere pronti il giorno in cui non ci sarebbe più stato. Nelle parole di qualcuno che c’era e che, come sempre in Apple, non desidera essere citato: “Steve stava pensando alla sua eredità. L’idea era prendere ciò che rende unica Apple e creare un luogo che potesse trasmettere quel DNA alle future generazioni … Nessun’altra azienda ha una università incaricata di esplorare così a fondo le radici del proprio successo”.

La missione di Podolny è stata trasformare le caratteristiche di Jobs, e.g. attenzione ai dettagli, responsabilità, perfezionismo, semplicità, riservatezza, feedback costante, in processi in grado di essere replicati in futuro da chi avrà ruoli rilevanti in Apple. Si potrebbe pensare ad un professore piegato sui libri o confinato nella libreria aziendale in modo da non disturbare la gente che lavora sul serio: dal primo giorno Podolny occupò un ufficio tra quello di Jobs e quello di Cook, poteva osservare ogni cosa e quando si pose il problema di farlo partecipare alle riunione del leadership team… il problema fu risolto nominandolo responsabile dell’HR.

Il progetto, sempre intervistando persone che ne erano coinvolte, era in gestazione da più di cinque anni ma divenne super urgente nel 2008, quando Steve Jobs seppe della sua malattia e fu la sua priorità prima di lasciare temporaneamente l’azienda per motivi di salute nel 2009. familyandtrends è la prima volta che sente di un imprenditore che prima di entrare in sala operatoria si assicura che la sua università sia avviata, di solito ci si occupa di testamenti. Eppure quel “la sua impresa fa di profitto oggi quello che faceva di fatturato quando lui l’ha lasciata” dovrebbe darci da pensare.

Quali magia si pratica mai in questa università? Si studiano casi riservati su decisioni chiave della storia di Apple. I casi sono prodotti internamente e da professori stellari, maghi veri ma dell’accademia, del calibro di, ad esempio, Richard Tedlow. Trattano di come in Apple si lavora e si decide. Pubblicamente si può dire poco di più, soprattutto se si vuole avere qualche speranza di collaborare con la Apple Univeristy, ma su Wikipedia si può scoprire che alcuni esempi di questi corsi sono: “What Makes Apple, Apple”, “Communicating at Apple”. Cosa si fa in questi corsi? Si impara il DNA della Apple così come Steve Jobs lo ha impresso in una serie di casi studio che servono come guida per le decisioni future della sua azienda. In poche parole si studiano migliaia di decisioni prese nella storia di Apple quali: come si decise di aprire l’iPod al sistema Microsoft, come si decise di lanciare l’iPhone, perché era necessario MobileMe, perché il telecomando TV Apple ha tre pulsanti, come si lavora in un’organizzazione funzionale, come si comunica con i colleghi, etc.

È certamente un modo insolito di preparare la propria eredità imprenditoriale assicurando il DNA della propria impresa nel futuro, ma ha dimostrato un certo successo; forse gli imprenditori dovrebbero pensarci; il miglior modo per fare un buon passaggio generazionale… è fondare un’università!