Uno dei tratti caratteristici del capitalismo di questo primo quarto di secolo è stata l’abbondanza di capitale. Dai 10 mila miliardi di investimenti finanziari del 1980 si è arrivati ai 630 mila miliardi di fine 2022: tutto è iniziato con la fine della parità aurea nell’agosto del 1971, passando per l’istituzionalizzazione della creazione di moneta sintetica del 2009 (chi ha studiato lo chiama in modo più elegante “quantitative easing”) per arrivare alla distribuzione di soldi gratis (“elicopter money”) per affrontare la crisi pandemica del 2020. Nello stesso periodo il PIL del mondo è passato da 10 mila miliardi a 105 mila miliardi. Per avere dei termini di confronto: il nostro debito pubblico è di circa 3 mila miliardi, il nostro PIL 1,8 mila, il nostro patrimonio 10 mila: 5 mila immobili e 5 mila investimenti finanziari.
Per dare un rendimento del 3% ai 630 miliardi di capitali è necessario il 18% di tutto ciò che produciamo nel mondo: figurarsi quando si hanno (o si promettono) ritorni più alti.
familyandtrends sostiene che Le famiglie imprenditoriali svolgano tre funzioni chiave: mantengono uniti i loro componenti, crescono in ogni generazione imprenditori che adattano l’impresa all’evoluzione della competizione, si prendono cura del patrimonio creato da chi è arrivato prima per assicurarsi che arrivi a chi ci sarà. In questa ultima funzione è necessario decidere quale tipo di investitore si vuole essere tra i quattro possibili.
Lo Speculatore è qualcuno che compra un giardino in inverno, raccoglie tutti i frutti e i fiori a primavera, si disinteressa della salute delle piante o di lavorare la terra e lo rivende all’arrivo dell’estate facendo vedere quanti frutti e fiori si possono raccogliere. Nel mercato finanziario la funzione dello speculatore è di recuperare giardini abbandonati in inverno e di rendere frizzantino il mercato dei giardini.
L’Attivista è qualcuno che compra un giardino trascurato o abbandonato, pulisce ed arieggia il terreno, concima, irriga e all’arrivo della stagione buona vende fiori e frutti, poi taglia gli alberi e li vende come legna da ardere, e prima di vendere il giardino ad un nuovo giardiniere o a qualcuno che ci farà un parcheggio, realizza al mercato dell’usato rastrelli, carriole, irrigatori, etc. Nel mercato finanziario la funzione dell’attivista è far si che non ci siano troppi giardini trascurati e che i giardinieri non facciano il loro lavoro con troppa compiacenza verso se stessi.
Il Cassettista è qualcuno che compra un giardino senza sapere molto di come debba essere coltivato, spera che il giardiniere lo faccia prosperare mentre lui si occupa di altro. Ogni tanto passa a vedere come va il giardino: quando passa in inverno si preoccupa un po’ e poi torna alle sue faccende, quando passa d’estate se ne inorgoglisce, magari invita qualche amico a vederlo e poi torna alle sue faccende. Nel mercato finanziario la funzione del cassettista è che ci siano i soldi per comprare giardini, far lavorare i giardinieri, avere fiori e frutta.
La Famiglia Imprenditoriale è qualcuno che si trova a possedere un giardino, si occupa di irrigarlo, concimarlo, tenerlo prosperoso. In estate vende fiori e frutti e con il ricavato prepara il giardino per la prossima stagione. In inverno lo accudisce con paziente preoccupazione in attesa dell’estate. Una parte del giardino viene destinato a castagne, pistacchi e olivi: alberi che danno frutti da tre a vent’anni dopo essere stati piantati. In alcuni casi chi lo fa non sa neanche se riuscirà a vedere i frutti di quel lavoro, ma sa che crescendo ed educando i prossimi giardinieri lascia quelle piante in buone mani. La funzione della famiglia imprenditoriale nel mercato finanziario è prendersi cura dei giardini perché siano prosperosi nel tempo e diano fiori e frutti sempre più abbondanti.

In un mondo più finanziarizzato prendersi cura dell’impresa è diventato più complesso ma alcune regole del capitalismo familiare restano immutate: un buon azionista deve assicurare all’impresa capitali, conoscenza e rigore. Capitali: se non hai investito, o se non l’ha fatto qualcuno prima di te, non hai diritto a possedere. Conoscenza: essere parte di una famiglia imprenditoriale che possiede un’impresa senza capire le dinamiche del settore, le regole della competizione, le imprese concorrenti, le tendenze in atto, le fonti del vantaggio competitivo e le regole base dell’essere socio e della rendicontazione assembleare significa ridursi a rentier (e rentier non lo si rimane a lungo… un paio di generazioni al massimo diceva Schumpeter). Rigore: chi opera in azienda può a volte essere immerso nell’operatività e nelle tensioni di una crisi, altre volte può cullarsi nei vantaggi del privilegio; il proprietario deve assicurare la lucidità nelle crisi e la rigidità nei momenti di privilegio. Queste regole valevano quando nel mondo c’erano 10 mila miliardi da investire e valgono per i 630 mila miliardi di oggi.
Ognuno è libero di scegliere come prendersi cura del suo giardino, nessuno può sfuggire alla massima di Cicerone: ut sementem feceris ita metes.